seguici anche su:

facebookinstagram

Home Tema
dell'edizione 2017
Info e contatti Prevendita biglietti Dopo-teatro:
degustazione vini e salumi piacentini
Luogo Come
raggiungerci
premio Sponsors
& Partners
Archivio
 

Inizio spettacoli ore 21.30 circa

Calendario spettacoli: 14 luglio
Umberto Galimberti e Sergio Rubini
16 luglio
Alessandro Baricco
19 luglio
Angelo Branduardi
21 luglio
Lella Costa


Venerdì 21 luglio ore 21,30

LELLA COSTA

in

Il canto del nostro smarrimento
l’Odissea ribaltata

 

Testi di Lella Costa e Marco Baliani
tratti dallo spettacolo “Human”


manfredieneideD’armi io canto e dell’eroe che, primo, dalle coste di Troia venne all’Italia, profugo per suo destino… L’ispirazione è stata l’Eneide, il poema di Virgilio che celebra la nascita dell’impero romano da un popolo di profughi. Poi il mito di Ero e Leandro, amanti che vivevano sulle rive opposte dell’Ellesponto. Quindi le vicende degli esuli contemporanei che diventano tutt’uno con i miti antichi, in un corto circuito tra presente e passato ancestrale. E’ una specie di “Odissea ribaltata” quella che una meravigliosa Lella Costa ci racconta, interrogandosi sul senso profondo del migrare, senza rinunciare all’ironia “perché il teatro sa toccare nodi conflittuali terribili con la leggerezza del sorriso e la forza della poesia”.

 

 

 

 


Friday 21th July, 21.30

LELLA COSTA

in

Il canto del nostro smarrimento (The song of our bewilderment)
L’Odissea ribaltata (The Odyssey capsized)


TextsLella Costa and Marco Baliani
(from the show ‘Human’).


 Arms, and the man I sing, who, forc'd by fate,
And haughty Juno's unrelenting hate,
Expell'd and exil'd, left the Trojan shore.

 

The inspiration was the Aeneid, Virgil’s poem that celebrates the birth of the Roman empire from a population of refugees. Then, the myth of Ero and Leandros, lovers who lived on the opposite shores of Hellespont. And moreover, contemporary stories of exile, which mix with the ancient myths. What the wonderful Lella Costa narrates is a sort of ‘capsized Odyssey’, in which she interrogates the profound sense of migrating, without abandoning irony, ‘because theatre can untie terrible nots of conflict with the lightness of smile and the force of poetry’.


English translations by Marta Donati